10 giugno 2006

La Royal Rumble


E' tutto iniziato quando, alla richiesta del buttafuori del Fruit Giampaolo di lasciare il locale, Simone Biondi rispondeva con un secco: "Non mi toccare, levami le mani di dosso!". Giampaolo ribatteva frustrato con un: "Dai Biondi che sono le quattro passate e dobbiamo chiudere." e riaccompagnava con uno slancio del suo braccio Simone verso l'uscita del locale. "Toccami un'altra volta e ti denuncio. Come ti chiami? Eh, come ti chiami?" continuava a ripetere il reduce di Barcellona. E quando Giampaolo concludeva categoricamente la discussione con il suo: "O Biondi mo sci proprio cacat' lu cazz'." accompagnato da uno spintone, si accendeva la più classica delle risse da bar.
Il Capo si frapponeva tra i due chiosando con: "E basta! Te la devi far finita, te ci tieni di mira pelato." all'indirizzo di Giampaolo mentre Aldo, l'altro buttafuori, accorreva mulinando le braccia al vento. A quel punto è partito anche il caro e generoso Giovanni (privo dei suoi fidi scudieri Gigiò e Biagini) che si è buttato nella folla con la foga e il coraggio che lo contraddistinguono sempre in queste circostanze e si sono aperte le danze. Da una parte ancora si aggiungevano il Pacc, Teo e Falà che cercavano di calmare Gio, ma al tempo stesso dispensavano manate, e dall'altra il terzo, ed ultimo buttafuori, Fulvio che appariva il più impaurito di tutti: "Dai regà, ma che facet'.". SBANG! TONF! BOMP! Aldone si buttava su Gio e cercava di schienarlo, ma quest'ultimo appoggiava la gamba sulle corde e interveniva l'arbitro ordinando un "ropebreak". CRA! CRACRA! POM! Calcio in culo di Biondi a Giampaolo che rovinava contro le botti del SumBAR e ribaltava una preziosa bottiglia di Havana centellinata tutta la serata per i suoi clienti migliori dal buon vecchio Sumbu spettatore sbigottito, ma impassibile nonostante si trovasse a non più di 12 centimetri dall'epicentro del terremoto. ZAP! FIUM! TROOOON! Testata accompagnata di Gio contro il corrimano in acciaio dello scivolo antistante i bagni con conseguente uscita di sangue dagli incisivi inferiori. "Ma noooo!" urlava accorrendo Vittorio che non faceva a tempo ad avvicinarsi che riceveva il primo cartone in faccia. E Falà che sembrava in preda a visioni bibliche e ricordava l'apostolo Giovanni profetizzava: "E verrà il giorno in cui i poveri avranno il loro momento e sarà allora...".
A quel punto tutto è più o meno tornato alla normalità con Giovanni e Fulvio che si allontanavano verso un lato deserto del locale avvinghiati manco stessero ballando un tango di Astor Piazzolla. Biondi bosseggiava sul lungomare zompettando di macchina in macchina e saltando su panchine, sotto gli occhi severi di Giampaolo e Aldo che erano tornati a posizionarsi all'ingresso invitando i clienti a defluire ed impedendo ai soliti quattro rompiballe di rientrare per acquistare una bustina di lupini o scroccare la centoventunesima sigaretta allo staff del Fruit. Falà si riavvicinava al sottoscritto in cerca di una qualsiasi cosa, purchè gratuita, e il Capo tornava a dedicarsi al suo sport preferito: ccementà le garibaldine.
Da applausi era il comportamento di Alce che, nonostante privato della possibilità di bere e fumare per tutta la serata come penalità per essere venuto a Roma sabato scorso, durante tutto questo trambusto continuava a raccogliere bottiglie vuote di birra al ritmo di una ogni sedici secondi, tempo che rappresenta al momento il suo record personale.
Da fischi appariva l'approccio di Mazza, il quale probabilmente ancora non si è riuscito ad abituare alla sua nuova casa: un corpo di cinque chili meno voluminoso, e che è sembrato in più di una occasione nascondersi terrorizzato da tale violenza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

sotto falà noooooooo, penalizzanda, dopo che ci sta cancellando tutte le chanche di nuovi post, occultandoci ogni tipo di foto, io non ci sto a starci sotto.